domenica 26 febbraio 2012

Inquietudine



A volte penso di essere solo
sento la pelle vibrare
le dita stringersi.
Guardare fuori e non capire.
Sentire il freddo che sale
La pancia che si chiude
Uno scalpello che spinge.
La testa
la testa che esplode.
Solo annusando l’aria
Solo pensando di esserlo
Solo sperando di esserlo.
Poi ritornano i sorrisi
Ritornano le mani che ti accarezzano

domenica 19 febbraio 2012

la mia gente


la mia gente ha le mani sporche
la mai gente guarda da dietro il vetro
la mia gente sogna
la mia gente guarda l’altro
la mia gente fa fatica
la mai gente sorride al giorno
la mia gente guarda il tramonto
la mia gente guarda.
La mia gente osserva
La mia gente annusa l’aria
La mia gente si gratta
La mia gente ama
La mia gente guarda il cielo
La mia gente paga le bollette
La mia gente non ha tempo
L amia gente ha l’anima fiammeggiante
La mai gente ascolta musica
L amia gente ama il rosso
La mia gente sa di venire dal sacrifico dei partigiani
L amia gente è antifascista
La mia gente sa la differenza tra sogno e realtà
La mia gente confonde sogno e speranza
La mai gente aiuta chi gli sta intorno
La mia gente non riesce a scrollarsi di dosso la sabbia africana.
La mia gente si emoziona guardando gli occhi del proprio figlio
La mia gente ascolta i vecchi
La mia gente guarda gli alberi
La mia gente vale
La mia gente ha valori
La mia gente ha ideali
La mia gente vive per rincorrere un ideale
La mia gente non riesce a non essere sotto pressione
La mia gente guarda indietro
La mia gente annusa le proprie radici
La mia gente ha avuto problemi
La mia gente sente il pulsare del cuore
La mia gente ha il sangue rosso che scorre nel sangue
La mia gente ama Sankara
La mia gente si emoziona leggendo la storia dell’America latina
La mia gente ha le vene aperte
La mia gente sputa sangue impastato al carbone
La mia gente ha un passamontagna
La mia gente ha un fucile in spalla e un libro nella borsa
La mia gente non ha un ospedale
La mia gente non ha acqua a meno di 5 km
La mia gente sorride guardando le stelle
La mia gente sogna di andare su una stella
La mia gente ama il pezzo di anima che porta l’altro
La mia gente non ha paura di commuoversi
La mia gente è galeotta
La mia gente vive a terra
La mia gente beve l’acqua delle pozzanghere
La mia gente ama i cani
La mia gente ama il vino
La mia gente ama il pane caldo
La mia gente si emoziona all’odore del caffe del mattino
la mia gente ha le scarpe rotte
la mia gente si perde nel mare
la mia gente annusa l’aria dell’altopiano
la mia gente vola lontano restando seduta

sabato 18 febbraio 2012

Tu il faro, io con una zattera in un mare in burrasca, vedo la tua luce fioca, ma la vedo, voglio raggiungerla per eliminare tutte le mie incertezze, paure, fobie, diversità. Diversità che fino ad ora hanno portato burrasca, ma la tua luce mi porterà ad una libertà che desidero ormai da troppo tempo. Da un ragazzo che vuole essere uomo

domenica 12 febbraio 2012

fiamme





il brivido che mi passa per la schiena
sale
si ferma all’altezza delle orecchie.
Un movimento veloce
Come a scacciare un pensiero.
Il freddo che ti entra nei piedi,
ti accarezza leggero il polpaccio,
si incastra e diventa quasi calore.
Come ghiaccio che ti tocca la pelle,
le gocce che ti scivolano lungo le mani,
calde sciolte dal pezzo
penzolante freddo.
Che si scalda e ti accarezza.
Trasformazione di un brivido
Lungo il corpo.

venerdì 3 febbraio 2012

Un giorno



Uomo in mare


guardando l'immagine tremenda della nave da crociere "concordia" affondare, ho immaginato tutte quelle persone terrorizzate quando improvvisamente si spengono le luci e ti trovi solo chiuso in una cabina con un piccolo oblò, al buio senza la possibilità di uscire. Con l'acqua che sale, sentire i piedi bagnati, le ginocchia. 
sapere che fine si fa, sapere che anche se non si muore affogati, siamo in mezzo al mare, siamo lontani, siamo piccoli, siamo inutili.
penso a tutte le navi, carrette, gommoni che lentamente affondano nel mediterraneo scomparendo nelle acque verdi e blu, senza flash, senza notizie, senza uno schettino da insultare, senza le bandiere a mezz'asta. Volti e mani di uomini sconosciuti, corpi che nessuno reclamerà mai, corpi di bambini che galleggiano.




mercoledì 1 febbraio 2012

Quella linea sottile

In occasione dei 25 anni della Comunità Terapeutica "L'Arcobaleno" abbiamo realizzato questo corto. Raccontando le storie dei ragazzi che hanno condiviso un pezzo di strada della loro vita con noi. Volevamo mettere in evidenza il baratro profondo in cui si scende e di come con il proprio impegno si trova di nuovo la forza di guardare avanti e immaginarsi un futuro.
Il corto è stato pubblicato da diversi quotidiani on-line nazionali.
Voce : Elisa Gallucci
Musiche: Turkish Cafè
Foto: Giovanni Marrozzini

il dvd è disponibile scrivendo all'indirizzo info@arcobalenoct.it
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